Libero contratto in libero stato

Dopo il via libera alla manovra finanziaria della commissione Bilancio del Senato, il decreto domani sarà esaminato dall’Aula per poi passare alla Camera. Rispetto al testo originario, la manovra che andrà votata contiene delle novità. Un emendamento in particolare, presentato dalla maggioranza e approvato dalla Commissione, riguarda l’articolo 8 dello Statuto dei lavoratori. La liberalizzazione del mercato del lavoro, richiesta con insistenza da Banca d'Italia e dall'Unione europea, sarà realizzata rafforzando la contrattazione aziendale e territoriale. Leggi L'Europa, il Cav, l'articolo 18 e i licenziamenti dal blog Cerazade Lettori del Foglio on line, cosa ne pensate? Dite la vostra su Hyde Park Corner, Twitter o Facebook
14 AGO 20
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Dopo il via libera alla manovra finanziaria della commissione Bilancio del Senato, il decreto domani sarà esaminato dall’Aula per poi passare alla Camera. Rispetto al testo originario, la manovra che andrà votata contiene delle novità. Un emendamento in particolare, presentato dalla maggioranza e approvato dalla Commissione, riguarda l’articolo 8 dello Statuto dei lavoratori. La liberalizzazione del mercato del lavoro, richiesta con insistenza da Banca d'Italia e dall'Unione europea, sarà realizzata rafforzando la contrattazione aziendale e territoriale. Per alcuni si tratta dei "contratti alla Marchionne", per altri del tanto citato "modello tedesco".
Secondo le modifiche i contratti di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale “operano anche in deroga alle disposizioni di legge” e “alle relative regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali” i contratti aziendali e territoriali potranno derogare leggi e contratti nazionali anche sulla questione del licenziamento, contenuta nell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Saranno salve solo le norme contenute nella Costituzione “nonché i vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali sul lavoro”.

L'emendamento approvato prevede inoltre che anche i sindacati percentualmente più rappresentativi a livello territoriale possano sottoscrivere accordi con le aziende, intese che avranno “efficacia per tutti i lavoratori, a condizione di essere sottoscritte sulla base di un criterio maggioritario relativo alla presenze sindacali”.

Un secondo emendamento, firmato dal relatore Antonio Azzollini e accolto dalla Commissione, precisa con implicito riferimento all'accordo sindacale del 28 giugno scorso, che l'efficacia delle intese sottoscritte a livello aziendale o territoriale, riguarda “tutti i lavoratori interessati a condizione di essere sottoscritte sulla base di un criterio maggioritario relative alle predette rappresentanze sindacali” realmente rappresentative.

Il leader della Cgil, Susanna Camusso, ha detto: “Le modifiche della maggioranza di governo all'articolo 8 indicano la volontà di annullare il contratto collettivo nazionale di lavoro e di cancellare lo Statuto dei lavoratori, e non solo l'articolo 18, in violazione dell'articolo 39 della Costituzione e di tutti i principi di uguaglianza sul lavoro che la Costituzione stessa richiama”. Per il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, “le norme contengono utilissimi elementi per la più certa interpretazione delle rilevanti novità previste dalla manovra relativamente alla capacità dei contratti aziendali e territoriali”.
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